
A Lego Brickumentary, un documentario diretto da Kief Davidson e Daniel Junge
Dopo il trionfo di The Lego Movie, nel 2015 arrivò A Lego Brickumentary, un documentario diretto da Kief Davidson e Daniel Junge, narrato nella versione originale da Jason Bateman. L'opera si proponeva di raccontare l'universo LEGO non attraverso una storia di fantasia, ma con la lente della realtà.
A Lego Brickumentary, produzione e contesto
Girato tra diversi Paesi, il documentario esplora il mondo dei cosiddetti AFOL (Adult Fans of LEGO), le comunità di costruttori e artisti che trasformano i mattoncini in arte, ingegneria e strumenti educativi. Include interviste con designer LEGO, psicologi, educatori e appassionati che hanno trovato nei mattoncini un mezzo per esprimersi. Il film esplora il mattoncino LEGO come linguaggio universale. Dalla terapia per bambini autistici alla progettazione architettonica, i registi mostrano come il gioco possa trascendere l'età. Il tono è leggero, ma intriso di curiosità scientifica e rispetto per la creatività.
Pur non essendo un blockbuster, il documentario consolidò l'immagine di LEGO come strumento di creatività globale e non solo come giocattolo per bambini. Portò all'attenzione del grande pubblico artisti e comunità spesso ignorati dai media.
Ricevette recensioni miste: apprezzato per l'entusiasmo e la varietà di storie, ma criticato per un eccessivo approccio celebrativo, quasi pubblicitario. Rimane comunque un documento prezioso per chi vuole capire il fenomeno culturale LEGO. A Lego Brickumentary non cerca conflitti o dramma: è una lettera d'amore al mattoncino, che celebra la fantasia e la comunità globale che lo circonda.