
Ryan McNaught si racconta a Mattoncino24
Ryan McNaught, conosciuto in tutto il mondo come “The Brickman”, è uno dei pochi LEGO Certified Professional esistenti al mondo. Con le sue creazioni monumentali ha trasformato semplici mattoncini in vere e proprie opere d’arte, portando in giro per il globo mostre spettacolari che incantano grandi e piccoli. Giudice del format televisivo di successo LEGO Masters, Ryan ha fatto della passione per il gioco un mestiere e un linguaggio universale. In questa intervista esclusiva, a Mattoncino24, ci racconta la sua storia, le sfide dietro i progetti più ambiziosi e il rapporto speciale che lega i suoi modelli al pubblico.
McNaught ci racconta il suo essere LCP e il rapporto da giudice di LEGO Master
Come è nata la tua passione per i mattoncini LEGO e quali eventi ti hanno portato a coltivarla fino all’età adulta, al punto da diventare un LEGO Certified Professional (LCP)?
"Ho ricevuto il mio primo set LEGO quando avevo 3 anni e l’ho amato fino all’adolescenza, poi è stato messo via. Non l’ho ripreso in mano fino a quando non ho avuto dei figli; per fortuna mia madre aveva conservato i miei LEGO. Nel 2008 la LEGO aveva appena rilasciato una nuova versione di Mindstorms e io ero molto attratto dal lato tecnologico: è stato quello a catturarmi davvero. Ho avuto la fortuna di incontrare diverse persone della LEGO in varie occasioni e abbiamo iniziato a fare cose insieme; da lì è cresciuto tutto e sono diventato LCP. Non credo si potesse pianificare: è semplicemente successo".
Qual è stato il progetto LEGO più ambizioso che tu abbia mai realizzato, in termini di tempo, numero di pezzi e impatto visivo?
"Probabilmente la nostra nuova mostra di LEGO Star Wars: ci abbiamo lavorato per oltre 3 anni. Non solo i modelli erano enormi, ma anche i più complicati".
Come è nata e si è concretizzata l’idea della mostra “Bricktionary – The Ultimate A–Z” a Dublino?
"La mostra Bricktionary – di cui esistono 2 versioni itineranti – è nata dal nostro libro di maggior successo: The Bricktionary. Volevamo mostrare a tutti i trucchi LEGO dalla A alla Z e l’esposizione è stata un modo perfetto per tradurre quel libro in pratica, con modelli reali e tecniche costruttive".
Qual è la sfida più grande quando si costruiscono forme complesse (ad esempio Skytree, razzi, dinosauri) con i mattoncini LEGO?
"La maggior parte delle volte si tratta di sicurezza: bisogna assicurarsi che i modelli non solo abbiano un aspetto incredibile, ma siano anche sicuri. Alcuni pesano tonnellate, quindi dobbiamo garantire che siano solidi e sicuri, ovunque vengano esposti. Poi, naturalmente, inizia la vera sfida: costruire con piccoli mattoncini rettangolari!"
Come è nata l’idea di interagire con il pubblico nelle tue mostre (zone interattive, costruzioni partecipative) e come funziona?
"Tutte le nostre mostre hanno componenti interattive diverse: vogliamo che le persone siano coinvolte in prima persona. Immagina di vedere enormi costruzioni LEGO e non poter giocare! Per noi non si tratta solo di esporre le nostre creazioni, ma di permettere e ispirare le persone a fare lo stesso. Offriamo tante attività interattive: dai mosaic maker, alla costruzione di spade laser, alle macchine che testano i terremoti, fino ad astronavi che possono volare e combattere tra loro".
Cosa distingue il format televisivo di LEGO Masters e il tuo ruolo di giudice rispetto al tuo lavoro come “Brickman”?
"Sono due mondi opposti. In LEGO Masters parlo molto di LEGO, mentre normalmente siamo noi a costruire! Non fraintendermi, adoro lavorare a LM: vedere le persone così creative è fantastico, soprattutto osservare il loro processo creativo".
Quali sono i principali criteri che usi per giudicare le creazioni dei concorrenti nello show?
"Sono essenzialmente tre: narrazione, estetica e abilità tecnica. Ogni sfida tende a privilegiare più un aspetto che un altro, ma io valuto sempre con una griglia basata su questi criteri".
Da fan di LEGO Masters, abbiamo notato la tua emozione in certi momenti. Che tipo di rapporto si sviluppa con i partecipanti e quanto è difficile bilanciare il tuo ruolo professionale con il lato “Brickman” quando devi eliminare una squadra?
"Oh sì, mi dispiace per questo! Il punto è che i concorrenti sono persone creative e ispirate che danno il massimo, mettono tutto nelle loro costruzioni, quindi è naturale che io sia dispiaciuto quando una squadra che si è impegnata tanto deve andare a casa. È molto “anti-LEGO”, perché il gioco va celebrato, non eliminato.
Passiamo molto tempo con i concorrenti e impariamo a conoscerli un po’, quindi diventa ancora più difficile salutarli".
Come pensi stia cambiando il mondo delle MOC e che consiglio daresti a chi vuole iniziare a creare le proprie costruzioni personalizzate?
"Sta sicuramente cambiando. Non riesco a immaginare quanto possa essere scoraggiante iniziare oggi, con Internet pieno di creazioni incredibili, dettagliatissime e tecniche: è come paragonare il tuo primo dipinto con il Louvre. Io dico sempre: parti dal tuo argomento preferito. Se ami le auto, costruisci quelle; se ami la natura, costruiscila. Più sei appassionato del tema, migliore sarà il tuo modello".
Quali sono le tue creazioni personali preferite e perché (Colosseo, Acropoli, David, dinosauri…)?
"È una domanda difficile. Nel corso della mia carriera le mie capacità sono migliorate, quindi a volte guardo a qualcosa di cui ero orgoglioso e penso “eeek!”. Anche la gamma di pezzi LEGO è cambiata molto, persino i colori disponibili permettono molto di più oggi. Ho adorato costruire il Colosseo, credo fosse il 2013: non avevo mai fatto una forma ovale così complessa. Capire come realizzarla è stato molto difficile, ma una volta trovata la soluzione l’ho poi riutilizzata tantissime volte. Ho un ricordo molto affettuoso di quel lavoro".
Quali sono state le principali sfide nella costruzione di LEGO Star Wars: The Exhibition? Ci sono state parti che hanno richiesto innovazioni tecniche o strutturali particolari?
"I volti dei personaggi: abbiamo sviluppato una nuova tecnica di costruzione per renderli il più simili possibile alle persone reali. Ha richiesto molto lavoro, ha coinvolto l’intero team, ma i risultati sono straordinari. È stato bellissimo poter innovare con qualcosa di così complesso, che prima era stato fatto solo in uno stile più tradizionale".
Hai mai vissuto episodi divertenti o imprevisti durante la costruzione di mostre su larga scala?
"Tantissimi! In laboratorio ridiamo molto, abbiamo una squadra fantastica con competenze uniche, e il divertimento non manca mai. Quanto agli imprevisti, ho avuto la fortuna di incontrare alcuni attori per cui ho costruito modelli LEGO: un saluto speciale ad Anthony Daniels!"
Ci sono Easter egg o dettagli nascosti nelle tue creazioni che solo pochi visitatori notano, ma che ti piace inserire?
"Ne includiamo sempre tantissimi. Fin dall’inizio della mia carriera LEGO ho inserito Easter egg: ci divertiamo molto a farlo, anche solo per noi stessi!"
Ti è mai capitato di dover realizzare costruzioni d’emergenza per sostituire parti danneggiate o per eventi speciali?
"Sì, capita spesso, soprattutto con mostre in giro per il mondo: qualche pezzo si rompe e dobbiamo ripararlo, o in alcuni casi ricostruirlo interamente. Nel 2014, ad esempio, alcuni dei nostri modelli furono vandalizzati e distrutti: mi ci è voluto del tempo, ma li ho ricostruiti".
Durante le lunghe ore di lavoro, avete rituali, scherzi o piccole sfide tra membri del team per mantenere alto il morale?
"In generale lasciamo sempre le parti più divertenti della costruzione per ultime: questo ci motiva a portare a termine prima le parti più difficili, così poi ci premiamo con i pezzi più belli o quelli che non vediamo l’ora di realizzare".
Ti è mai capitato di dover ricostruire intere sezioni perché un piccolo errore di progettazione era diventato troppo evidente?
"La cosa bella dei LEGO è che se un pezzo non è nel posto giusto, lo togli e lo rimetti altrove. Spesso realizziamo molti prototipi dei modelli: in questa fase emergono difetti o parti che non convincono del tutto. Ma è proprio questo il vantaggio di un prototipo: ci permette di correggere tutto in tempo".
RIPRODUZIONE RISERVATA previa citazione della fonte www.mattoncino24.it
ENGLISH VERSION
Ryan McNaught opens up to Mattoncino24
Ryan McNaught, known worldwide as “The Brickman”, is one of the few LEGO Certified Professionals in existence. With his monumental creations, he has transformed simple bricks into true works of art, bringing spectacular exhibitions around the globe that captivate both children and adults. As a judge on the successful TV format LEGO Masters, Ryan has turned his passion for play into a profession and a universal language. In this exclusive interview for Mattoncino24.it, he shares his story, the challenges behind his most ambitious projects, and the special connection between his models and the public.
McNaught talks about his role as an LCP and his experience as a judge on LEGO Masters
How did your passion for LEGO bricks begin, and what events led you to pursue it into adulthood to the point of becoming a LEGO Certified Professional (LCP)?
"I got my first LEGO set when I was 3, and loved it up until I was a teenager, then it was put away, it wasn’t until we had children that I got back into it, luckily my mum had kept my LEGO. Back in 2008 LEGO had just released a version of Mindstorms, so I was really keen on the technology side of things, so that’s what really got me hooked, I was lucky enough to meet a few people from LEGO at various points and we started doing things together, that then grew and I became an LCP. I don’t think you could have planned it, more it just happened".
What has been the most ambitious LEGO project you have ever built in terms of time, number of pieces, and visual impact?
"Probably our new LEGO Star wars exhibition, we worked on it for over 3 years, it was not only the biggest models, but also the most complicated".
How was the “Bricktionary – The Ultimate A–Z” exhibition in Dublin conceived and brought to life?
"The Bricktionary exhibition – There are 2 versions touring started as our best selling book: The Bricktionary, we wanted a way to show people all the LEGO tricks from A-Z so the exhibition was a great way to show that book practically and with actual models and techniques".
What is the greatest challenge when building complex shapes (e.g., Skytree, rockets, dinosaurs) with LEGO bricks?
"Most of the time its all about safety, making sure that the models not only look amazing but also are safe, some of them weigh in the tons, so we need to make sure that whatever we are building, and wherever we are displaying it, that its safe. Then iof course the actual challenge begins of making out of small rectangular bricks!"
How did the idea of interacting with the public in your exhibitions (interactive zones, participatory builds) come about, and how does it work?
"All of our exhibitions have different interactive components, we want people to be really hands on, I mean imagine seeing all these big LEGO things and not being able to play, so for us its about not only showcasing our builds, but allowing and inspiring people to do the same. We do all manner of interactives, from mosaic makers, making your own light sabre, earthquake testing machines to building space ships that actually fly around and shoot each other".
What distinguishes the television format of LEGO Masters and your role as a judge compared to your work as “Brickman”?
"They are two polar opposites, on LM I talk a lot about LEGO, whereas normally were the ones doing the building! Don’t get me wrong I love working on LM, watching people be so creative is amazing and awesome, especially watching their creative process".
What are the main criteria you use to judge the contestants’ creations on the show?
"It comes down to 3 things, Storytelling, Aesthetics and technical ability. Each challenge will skew one over the other, but I essentially run a scorecard across the criteria".
As fans of LEGO Masters, we noticed your emotion in certain moments. What kind of relationship develops with the participants, and how difficult is it to balance your professional role with your “Brickman” side when you have to eliminate a team?
"Oh yes, im sorry about that! The thing is, the contestants who are the most creative and inspiring people are really trying their all, they give everything in their builds, so of course I get upset when a team who has tried so hard gets sent home, its very anti-LEGO as play is to be celebrated, not to be sent home. This of course goes hand in hand in that we spend a lot of time with the contestants, and we get to know them a bit and their personality, which makes it even harder to say goodbye".
How do you think the world of MOCs is changing, and what advice would you give to those who want to start creating their own custom LEGO builds?
It sure is changing, I cannot imagine how daunting it is for someone to start out, seeing the internet is full of the most incredibly detailed, technical and creative builds, its like trying to compare your first painting with the louvre. I always say to people when you start out build your favourite subject matter, i.e if youre into cars, build those, nature, build it etc. The more passionate you are about the subject matter the better your model will be.
What are your favorite personal creations and why (Colosseum, Acropolis, David, dinosaurs…)?
"That is a very difficult question, over my career my skills have improved, so sometimes one I was really proud of I look back and go eeeek! Also the sheer type and volume of LEGO elements has changed a lot! Even the colours available now allow for so much. I really loved building the colosseum, back in 2013? (I think it was) I had never done a complex oval shape like that, so figuring that out was very difficult, once I got it, I have been able to use the same technique many many times, so I look back very fondly on that".
What were the main challenges in building LEGO Star Wars: The Exhibition? Were there parts of the project that required particular technical or structural innovations?
"The faces of the characters, we essentially developed a new build technique to be able to get them as close as possible to the real people, it took a lot of work, the whole team were involved, but the results are amazing, and it feels great to be able to have pioneered something as complex as that, which has only really ever been done in a more traditional build style before".
Have you ever shared funny or unexpected incidents that happened while building large-scale exhibitions?
"Lots, we love to laugh a lot in the workshop, we have such a great team of people who all have their own unique skills which we love to leverage, however what isn’t in short supply is laughs, we have plenty. As for unexpected, ive been lucky enough to meet a couple of actors for LEGO models that ive built, special shout out to Anthoiny Daniels!"
Are there Easter eggs or hidden details in your builds that only a few visitors notice, but that you love to include?
"We always include loads of easter eggs, right from the start of my LEGO career ive always put in loads of easter eggs, we love doing them, even if its just for ourselves!"
Have you ever had to create emergency builds to replace damaged parts or for special events?
"This kind of relates to your last question, but over the years having exhibitions all around the world has lead to things breaking, so we have had to do a lot of repairs, or in some cases full rebuilds. There was an incident I think in 2014? Where some of our models were vandalised and destroyed, so i took my time to rebuild those".
During long working hours, are there rituals, jokes, or little challenges among team members to keep morale high?
"As a general statement we always leave the fun parts of a build until last, this keeps you motivated to keep doing the tough parts first, then you get rewarded with the cool bits, or the part you are most looking forward to doing".
Have there been moments when you had to rebuild entire sections because a small design error had become too evident?
"The thing about LEGO is, if a brick isn’t in the right place, well you take it off and put it in a different place. We often make a lot of prototypes for models, and these bring up all manner of issues or things that don’t quite look right, but that’s the benefit of a prototype, it allows us to correct them".
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