
Roberto Ceruti in esclusiva a mattoncino24.it ci racconta la sua storia
Nel colorato universo dei mattoncini LEGO nascono spesso progetti sorprendenti, capaci di trasformare sogni e immaginazione in costruzioni concrete. È il caso di Wonka e la Fabbrica di Cioccolato, un set ideato da Roberto Ceruti, Brickup, insieme a Jody Padulano, con l’obiettivo di portare in mattoncini l’incanto della celebre fabbrica di Willy Wonka. Un progetto che unisce creatività, passione e cura del dettaglio, dimostrando come LEGO Ideas possa diventare un ponte tra fan e cultura pop. Ai microfoni di Mattoncino24, Roberto ci racconta l’origine dell’idea, il percorso di sviluppo e la magia di dare forma, pezzo dopo pezzo, a un mondo di fantasia senza tempo:
Roberto Ceruti ci parla dell'ultimo progetto Wonka e la Fabbrica di Cioccolato
Roberto, partiamo dall’ ultimo progetto: Wonka e la Fabbrica di Cioccolato, il riferimento è al 1971 ma ci sono due elementi che lo avvicinano ad un’altra edizione dello stesso film. Hai ricordi di questo film che ti sono rimasti negli anni e che alla fine ha fatto sì che la scelta ricadesse su questo set? Quanto tempo è servito per passare dalla prima bozza al modello finale che oggi conosciamo?
"Dal progetto vincitore su LEGO IDEAS al set definitivo in vendita nei negozi, è passato circa un anno, dove abbiamo vissuto tutte le fasi di produzione: dalla progettazione vera e propria del set, alle istruzioni, alle riunioni per tempistiche e annunci…"
Qual è stato il dettaglio più complesso da tradurre in mattoncini LEGO e come sei riuscito a risolverlo?
"Fondamentalmente nessuna grossa difficoltà nel costruire, più che altro la sfida è stata creare un modello con linee e colori che includesse tutto ciò che volevamo, senza che diventasse confusionario, creando armonia tra i vari elementi. Speriamo di esserci riusciti".
Nel passaggio dal progetto originale al set ufficiale, quali sono state le differenze più significative? Ci sono elementi che avresti voluto mantenere ma che non è stato possibile inserire?
"È stata sicuramente una grande sfida, perché dovevamo passare da un progetto che rappresentava un tributo al mondo di Willy Wonka, con riferimenti ai due film, al Musical e al libro, ad un set che come unico tema avesse il primo film, mantenendo però quell'atmosfera che gli avevamo dato noi… Volevo assolutamente ricreare quella scena, con la cascata funzionante e il ponte, e così è stato. I Designer di LEGO sono partiti da questa mia richiesta, e poi insieme abbiamo progettato il nuovo set, dove passo passo abbiamo inserito molti particolari che desideravo. Personalmente sono molto soddisfatto del risultato finale, ed ai miei occhi, lo sento molto mio".
Ogni set LEGO nasconde spesso piccoli Easter egg: hai inserito curiosità o dettagli personali in Wonka e la Fabbrica di Cioccolato che i fan possono scoprire?
"Assolutamente si. Sia io che Jody abbiamo inserito all'interno della costruzione degli step con i nostri colori: io quelli del mio logo da costruttore (BRICKUP), Jody quelli della sua squadra del cuore (Roma). Poi nella pozione segreta di Willy Wonka, all'interno del suo ufficio, ci sono delle lettere che rappresentano i nostri familiari a cui vogliamo bene".
Dal punto di vista estetico e tecnico, c’è una parte del set di cui sei particolarmente orgoglioso?
"Sicuramente la cascata e il ponte, perché erano fondamentali nel progetto originale, e li abbiamo trasportati nel set ufficiale. Per i nuovi elementi tante decorazioni sono il risultato di mie proposte, e lo stile di costruzione è molto simile al mio, e questo non può che riempirmi d'orgoglio".
Durante la fase di sviluppo, ci sono stati momenti di difficoltà o di “blocco creativo”? Come sono stati superati?
"Sinceramente no. Abbiamo passato molto tempo all'inizio per decidere vari aspetti del set, dalla base, alle decorazioni, ma non c'è mai stato un vero momento di difficoltà. Tra noi e i team di LEGO c'è stata sempre, e sin da subito, una grande sintonia".
C’è stato un momento preciso in cui hai capito che questo progetto aveva davvero il potenziale per diventare un set ufficiale?
"Io e Jody, prima di iniziare tutta la fase di progettazione, abbiamo passato diverse settimane per trovare un tema potenzialmente vincitore, ma il risultato finale è davvero sempre frutto di molte variabili sempre diverse, e tantissima fortuna. Quindi no, fino all'annuncio era tutto normale come sempre".
Come si è svolta la collaborazione con il team LEGO: quanto ci si è dovuti adattare ai loro standard e quanto invece sei riuscito a portare del tuo stile personale?
"Come dicevo prima, è stato davvero semplice e naturale lavorare insieme. Parlavamo la stessa lingua dei mattoncini e della creatività, e poi loro sono davvero maestri nel farti sentire a tuo agio ed importante. Diciamo che si sono adattati più loro al nostro carattere allegro che altro".
Guardando ai tuoi lavori MOC precedenti, quale consideri il più importante per la tua crescita come builder?
"Ricordo con piacere il mio primo lavoro che ho portato in giro per l'Italia, “Aladin e la grotta delle meraviglie”, non tanto perché sia la più bella o importante, quanto perché tutto ciò che poi è successo, è iniziato lì. Quindi, il primo grosso step di crescita, è stato semplicemente decidere di iniziare".
C’è un filo conduttore che lega i tuoi progetti, o ogni costruzione nasce da un’ispirazione completamente diversa?
"È tutto molto casuale. Le idee arrivano quando meno te l'aspetti: da un video, una foto, una chiacchera, un libro. Per quanto riguarda le MOC che espongo agli eventi, diciamo che la mia caratteristica è che sono praticamente tutte dinamiche, con movimenti, luci e molto altro (anche fumo e acqua…). Vedere i bambini, e non solo, con gli occhi grandi e pieni di curiosità, é una sensazione stupenda".
Qual è stata la MOC più difficile che tu abbia mai realizzato e cosa hai imparato da quell’esperienza?
"Sicuramente “Adventures in the Jungle” , perché rappresenta un'attrazione di un parco divertimento, ovvero le classiche barche nel fiume, con cascate e animali. Far galleggiare le barche, facendole scorrere lungo il tragitto del fiume, salire sulla cascata e scendere a tutta velocità, il tutto senza ribaltarsi o affondare, è stato davvero tosto. Ma le sfide sono ciò che caratterizza le mie passioni, quindi, alla fine ce l'ho fatta!"
Come vedi l’evoluzione della community LEGO negli ultimi anni, soprattutto conl’ingresso sempre più forte degli adulti appassionati (AFOL)?
"Siamo sicuramente passati da essere quegli adulti strani che giocano con i LEGO, a persone normali a cui piacciono questi set da adulti. Ci sono molti Builder in Italia bravissimi, con un talento immenso… Speriamo che la community italiana diventi sempre più grande e importante anche a livello internazionale".
Pensi che il futuro del collezionismo LEGO sarà sempre più di nicchia o diventerà ancora più universale e trasversale?
"LEGO sta facendo tantissime collaborazioni con molti temi amati dagli adulti, quindi questo non può che aprire il ventaglio di appassionati".
Se potessi dare un consiglio a chi oggi inizia a creare MOC e sogna un giorno di vedere il proprio progetto diventare un set ufficiale, quale sarebbe?
"Sincero? Divertirsi. Punto. Usare questa passione per stare bene, e per conoscere tantissimi appassionati in giro per lo stivale, e non solo".
RIPRODUZIONE RISERVATA previa citazione della fonte www.mattoncino24.it